Domande frequenti

Persone giovani con passato di rinite, che riferiscano tosse cronica, fatica di respiro a riposo, sotto sforzo, in presenza di animali domestici o aria fredda e umida o quando ridono, respiro sibilante, senso di oppressione toracica. Soprattutto se allergici.
In fumatori che presentino tosse e catarro per più di tre mesi all’anno da almeno due anni. Se manifestano anche fatica di respiro sotto sforzo si pensa ad una broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Bronchite cronica, Bronchite cronica ostruttiva, Enfisema, Tumore del polmone, Fibrosi polmonare.
Dopo i 55 anni i fumatori dovrebbero eseguire una Spirometria ed un RX torace (una TC torace in caso di sospetto clinico: sputo ematico, cambiamento delle caratteristiche della tosse, aumento della fatica di respiro sotto sforzo o a riposo, RX torace sospetta o a giudizio del medico curante).
L’asma bronchiale è una malattia complessa nella quale entrano familiarità (corredo genetico) e stimoli ambientali (allergeni e stimoli irritativi). L’asma è curabile ma non si usa il termine guarigione perché può manifestarsi anche dopo molti anni. La terapia va seguita anche dopo la risoluzione dei sintomi perché il fine è il controllo della malattia. Ai pazienti si raccomanda una stretta aderenza alla terapia perché l’asma non controllata può portare ad un decadimento della funzione respiratoria.
Il paziente asmatico deve condurre una vita normale, senza limitazioni dell’attività fisica, disturbi diurni o notturni se la sua malattia è ben controllata. Molti sportivi (10 % degli atleti olimpionici) sono asmatici. Per mantenere il controllo si dovranno seguire le terapie ed evitare stimoli irritativi quali il fumo di sigaretta.
In persone a rischio lavorativo o fumatori, quando compaia sputo ematico, modificazione o aumento della tosse o della fatica di respiro e se la radiografia del torace evidenzia immagini sospette (noduli polmonari di nuova insorgenza, ombre polmonari o ilari.
Nel sospetto di patologia broncopolmonare ostruttiva (asma, BPCO, Enfisema), di restrizione polmonare (riduzione della espansione del polmone) o di alterato scambio dei gas a livello degli alveoli (fibrosi polmonare).
Esistono polmoniti non infettive che non guariscono con terapia antibiotica ma possono richiedere terapie con cortisone o immunosoppressori. Si può trattare di polmoniti in organizzazione fibrotica (BOOP), polmoniti eosinofile, infiltrati linfoidi del polmone, vasculiti con interessamento polmonare. In tutti casi si eseguiranno esami radiologici (TC torace) e broncoscopia prima di ricorrere a queste terapie.
La broncoscopia ha molte indicazioni: sintomi quali escreato ematico, tosse che non cede alle terapie; quadri radiologici di lesioni polmonari che non regrediscono dopo terapia antibiotica. Noduli polmonari di diametro maggiore di 1 cm non altrimenti diagnosticabili, ingrossamento dei linfonodi degli ili polmonari e del mediastino, pneumopatie diffuse di incerta diagnosi, sospetta ostruzione della trachea e dei grossi bronchi, infezioni in pazienti immunodepressi o nei pazienti immunocompetenti che non guariscono con la terapia empirica , presenza di bronchiectasie documentate alla TC del torace.
La broncoscopia non è un esame doloroso ma solo fastidioso. Lo strumento di pochi millimetri deve oltrepassare le corde vocali senza intralciare il respiro: per questo viene fatta una anestesia locale nella gola, sulle corde vocali ed in trachea. La instillazione dell’ anestetico (lidocaina, la stessa del dentista) provoca la tosse esattamente identica a quella che viene quando “va di traverso un po’ di saliva” ma che passa in breve tempo perché la lidocaina rende insensibili gola, laringe e trachea. L’esame può essere eseguito con sedazione conscia.
Esami radiologici, esami del sangue (quantiferon test), broncoscopia per eseguire un lavaggio bronchiale o alveolare per la ricerca dei germi.
Dilatazione del calibro dei bronchi raramente congenite ma quasi sempre acquisite per infiammazioni ricorrenti; nei tratti dilatati si accumula catarro che può infettarsi dando luogo a frequenti riacutizzazioni. Attualmente la diagnosi è clinica e radiologica (TC torace).
Il dolore origina dall’interessamento delle pleure o della parte toracica. Le malattie che possono esordire con dolore toracico sono le pleuriti, lo pneumotorace, l’embolia polmonare e le patologie della parete toracica. Altre cause possono essere patologie cardiache e esofagee.
Lo pneumotorace consiste nel passaggio di aria nel cavo pleurico, tra la pleura parietale e quella viscerale. Nei giovani (prevalentemente alti e magri) è spontaneo, di solito causato dalla rottura di piccole cisti congenite (blebs) alla periferia dei polmoni nelle zone apicali , rottura dovuta a sforzo ma spesso anche a riposo. I sintomi sono dolore alla respirazione e fatica di respiro. Al primo episodio la terapia consiste nel riposo se l’aria è poca (meno di due cm alla radiografia) o nell’aspirazione dell’aria con una piccola sonda se è più abbondante. Se si verifica un secondo episodio si esegue un piccolo intervento in toracoscopia per saldare i due foglietti pleurici ed impedire un nuovo ingresso di aria.
Lo pneumotorace può anche complicare patologie polmonari (tumori, ascessi, infarti polmonari) o essere conseguenza di traumi toracici (fratture costali).